Il campo largo era a Napoli per una nuova foto opportunity: in piazza del Gesù c'erano Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni per confrontarsi, questa volta, lontano dalla tavola di ristorante. Insomma, un'altra riunione di rito che è stata però interrotta da un gruppo di contestatori di Potere al popolo. Ma il cortocircuito non sta nell'oramai consueta protesta, bensì nel fatto che la sigla che ha impedito all’evento di proseguire è proprio una di quelle con cui spesso alcuni esponenti dell'opposizione sono scese in piazza. Il tutto in un evidente cortocircuito che li vedeva uniti dal dissenso e non dall'unità di intenti.
E a chiarirlo è il portavoce nazionale di Potere al Popolo Giuliano Granato che accusa il campo largo di venire "a Napoli a lanciare la campagna elettorale del 2027 per presentare la città come modello per il governo nazionale. La Napoli di Manfredi che ha approvato due anni fa il salario minimo e non lo ha mai applicato con lavoratori degli appalti che continuano a percepire 7-8 euro di salario". Un evento che dovrebbe servire da monito: per il "no Meloni day" o per cantare "free free Palestine" ci saranno sempre, ma dov'è la parte costruens di un progetto politico che vede anche le sigle extraparlamentari? Non c'è, e Napoli lo ha dimostrato.

