Due aggressioni sessuali e violente in un mese: è questa l’accusa per un cittadino del Bangladesh di 21 anni residente in un centro di accoglienza dell’hinterland di Mantova, che ora si trova recluso a disposizione del giudice. Per rintracciarlo è stato fondamentale l’utilizzo dell’applicazione Dov’è di Apple, che ha localizzato il telefono rubato nel centro di accoglienza, anche se lui non si trovava lì in quel momento.
La prima aggressione risale al 18 maggio, in una zona semiperiferica di Mantova, dove lo straniero ha intercettato la sua vittima, una 29enne. La donna sarebbe stata fermata dal bengalese con la scusa di ottenere informazioni stradali; una volta fermata, la vittima è stata fatta oggetto di palpeggiamenti e di molestie pesanti, spinta a terra e spogliata dall’uomo con l’obiettivo di abusarla. La donna ha reagito d’istinto, ha provato a difendersi e a quel punto è nata una colluttazione durante la quale la donna è stata colpita con un calcio al volto. Lei è riuscita a mordere la mano dell’aggressore e a quel punto divincolarsi ma lui nel frattempo le ha sottratto la borsa. Per la ragazza l'ospedale ha refertato 20 giorni di prognosi.
La seconda aggressione è stata la notte del 23 giugno, sempre a Mantova, e questa volta la vittima è una 21enne che è stata sorpresa alle spalle dal bengalese mentre attraversava un parco pubblico. L’uomo, come aveva già fatto in precedenza, l’ha scaraventata a terra, l’ha bloccata e molestata, toccandole il seno non prima di averle sottratto il telefono. In cambio della restituzione dello smartphone avrebbe chiesto alla ragazza una prestazione sessuale, nello specifico una fellatio. La giovane vittima ha provato a scappare per chiedere aiuto ma lui è riuscito a raggiungerla e picchiarla prima di far perdere momentaneamente le sue tracce. All’esito delle indagini è stato spiccato un mandato di cattura nei confronti del bengalese, intercettato all’alba alla stazione di Romanore.

