Gli occhi dei telespettatori e appassionati di calcio più attenti, guardando la gara tra Spagna e Portogallo valida per gli ottavi di finale dei Mondiali (poi vinta dagli spagnoli), si sono accorti di qualcosa di “anomalo” sulle scarpette del giocatore portoghese Pedro Neto, 26enne del Chelsea, con un foro molto vistoso dietro lo scarpino destro.
Di cosa si tratta
In molti non lo sanno ma il calciatore soffre della sindrome (o morbo) di Haglund. Si tratta di una patologia del retropiede che causa un’infiammazione (dolorosa) innescata da una prominenza ossea del calcagno (l’osso che forma il tallone). La patologia si sviluppa progressivamente nel corso del tempo e si verifica con una deformità ossea all’interno o all’esterno del tallone che limita o interferisce con le capacità motorie di chi ne è colpito.
Da cosa dipende
Gli esperti spiegano che il morbo di Haglund colpisce con maggiore frequenza i giovani che praticano sport. Ma da cosa dipende? Sia da fattori genetici (forma del calcagno, piede cavo) ma anche da altri fattori esterni (utilizzo di calzature inadeguate). Per scoprire la patologia ci si deve recare dal radiologo che farà una radiografia o risonanza magnetica sia del piede ma anche della caviglia sotto sforzo così da valutare le condizioni generali, nel loro insieme, e quelle del tendine d’Achille.
Quali sono le cure
Se inizialmente si procede con antinfiammatori per lenire e limitare il dolore, per chi pratica sport a livello professionistico come nel caso di Pedro Neto è necessario l’utilizzo di calzature che non comprimono il tallone. Ecco perché, nel corso della gara dei Mondiali, anche un altro scarpino cambiato nel corso del match era già “aperto” di dietro così da correre al meglio e non avvertire fitte per tutti e 90 i minuti. Solitamente, chi usa la terapia conservativa si utilizzano anche crioterapia e terapie fisiche come onde d'urto o ultrasuoni. È ovviamente necessario l’utilizzo di scarpe che siano aperte sul tallone o che abbiano contrafforti morbidi così come i plantari.
Nei casi più gravi si può procedere con l’intervento chirurgico che consiste nella rimozione della sporgenza ossea nell’area posteriore del calcagno. Solitamente, i tempi di recupero sono abbastanza veloci: si può tornare a camminare già subito dopo l’intervento mentre, per il ritorno all’attività sportiva, sono necessarie solitamente 3-4 settimane.

