Missili, droni e aerei radar. 50 miliardi per una difesa più europea

Scritto il 08/07/2026
da Fausto Biloslavo

L'annuncio di Rutte per tenere buoni gli Stati Uniti: "Serve una rivoluzione industriale transatlantica della difesa"

Aerei radar, droni, munizioni, missili il gran bazar delle armi per tenere buono Donald Trump e garantire una Nato sempre più europea. Al Forum della Difesa, che si è tenuto ad Ankara come antipasto del vertice dell'Alleanza atlantica, il segretario generale, Mark Rutte, ha annunciato la firma di contratti per "oltre 50 miliardi di dollari". E il presidente americano ha portato "un regalo" al neo sultano, padrone di casa, Recep Tayyip Erdogan, che lo ha accolto all'aeroporto. I turchi vogliono acquistare almeno 5 caccia bombardieri F-35, dopo le restrizioni imposte per avere adottato il sistema anti aereo russo S-400. Trump ha dichiarato che prenderà "certamente in considerazione" la vendita. Gli israeliani, rivali giurati di Ankara, hanno esercitato pressioni sulla Casa Bianca per bloccare il contratto sostenendo che gli F-35 alla Turchia modificherebbe gli equilibri regionali. La Nato manderà in pensione l'obsoleta flotta di aerei radar Awacs, che ha mezzo secolo, con una mega commessa di 10 nuovi velivoli GlobalEye di sorveglianza e droni dell'ultima generazione della svedese Saab per un consorzio di una decina di nazioni.

Rutte, annunciando scenograficamente contratti miliardari, ha dichiarato: "Dobbiamo assicurarci di tradurre la nostra potenza economica in capacità militari, impiegando il denaro in modo efficace, dai piani di difesa ai droni, dai finanziamenti ai missili e agli intercettori". Il piano anti drone europeo prevede un investimento di 40 miliardi nei prossimi cinque anni. L'agenzia Nato per gli approvvigionamenti ha inoltre assegnato un contratto del valore di "centinaia di milioni di dollari" per l'acquisto di droni da sorveglianza. Quattro paesi si sono impegnati ad acquisire 5 nuovi droni Triton da aggiungere alla flotta dell'Alleanza ancora esigua. Nel nostro piccolo, l'amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha sottolineato a margine del Forum di Ankara, la cooperazione con i turchi di Baykar. "Particolarmente importante, per diverse ragioni - spiega l'Ad - La prima è per l'importanza che il settore dei droni riveste come lesson learned, dall'Ucraina e non solo. La seconda è perché, proprio nello spirito che ci viene richiesto dall'Alleanza, la collaborazione industriale assume un'importanza particolare". Olanda e Ucraina hanno firmato ad Ankara un accordo per la produzione ed evoluzione dei velivoli senza pilota.

Rutte ha ribadito la necessità di "una rivoluzione industriale transatlantica della difesa". L'ostacolo maggiore è una produzione e linea comune. Il segretario della Nato, forse in maniera troppo ottimistica, si è detto convinto che "entro il 2027 gli alleati saranno capaci di produrre circa 4 milioni di proiettili di artiglieria all'anno". La presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen, ha spiegato che per il programma europeo Safe sono già stati firmati "accordi con 10 Paesi", per un "totale di 100 miliardi". Al Forum di Ankara è stato annunciato che "i governi di Belgio, Croazia, Francia, Polonia, Spagna, Turchia e Regno Unito hanno lanciato un Progetto ad Alta Visibilità dedicato all'Airbus A400M" per colmare le carenze del trasporto strategico degli alleati.