Caro direttore,
ho letto con molto interesse l'editoriale dal titolo È svolta vera sull'economia? a firma del condirettore Osvaldo De Paolini, condividendone in particolare la riflessione secondo cui, nel sistema delle relazioni industriali, il linguaggio del dialogo sembra finalmente prevalere su quello della contrapposizione.
È un cambio di paradigma che l'Ugl auspica da tempo, nella convinzione che il superamento degli steccati ideologici e dei veti pregiudiziali rappresenti la condizione indispensabile per affrontare con responsabilità le grandi sfide economiche e sociali del Paese: dalla riduzione della pressione fiscale al rafforzamento del potere d'acquisto dei salari, passando per la semplificazione burocratica e il rilancio degli investimenti. È proprio in questa prospettiva che accogliamo con favore ogni convergenza verso una azione sindacale improntata al dialogo. L'Ugl sostiene da tempo la necessità di un Patto per lo sviluppo e il lavoro tra governo e parti sociali, fondato su una leale collaborazione e sulla comune responsabilità di individuare soluzioni concrete nell'interesse dei lavoratori e del sistema produttivo nazionale. Il livello record di occupati e il calo della disoccupazione, come opportunamente sottolineato nell'editoriale, rappresentano un risultato oggettivo delle misure adottate dal governo. Mi riferisco al rafforzamento delle politiche attive attraverso la piattaforma Siisl che favorisce l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, agli investimenti previsti dal Pnrr, agli esoneri contributivi destinati ai giovani, alle donne e ai lavoratori delle aree della Zes Unica, fino alla scelta di rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale.
La sfida della crescita e della buona occupazione passa inevitabilmente anche attraverso un profondo rinnovamento delle relazioni industriali e dal potenziamento della contrattazione collettiva. L'Ugl ha sempre sostenuto l'importanza di promuovere la partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili delle imprese, in piena attuazione dell'articolo 46 della Costituzione. L'approvazione della legge sulla partecipazione in questa legislatura rappresenta un passaggio storico che va nella direzione di una collaborazione tra capitale e lavoro come alternativa alla logica del conflitto di classe, una visione ormai superata che non offre risposte alle trasformazioni dell'economia.
Per accrescere la competitività del sistema produttivo e creare nuova occupazione è fondamentale valorizzare la sinergia tra pubblico e privato, soprattutto di fronte alle opportunità offerte dall'intelligenza artificiale e, più in generale, dalla transizione digitale, che richiedono investimenti, innovazione e competenze. In tal senso, l'Ugl è fortemente contraria ad un ulteriore aumento della tassazione patrimoniale a danno di lavoratori e imprese, come previsto dalla proposta avanzata da Maurizio Landini, e auspica, invece, una riforma organica del sistema tributario fondata su equità e semplificazione.
Solo attraverso un confronto serio e pragmatico tra governo e parti sociali sarà possibile consolidare i risultati raggiunti e accompagnare il Paese in una nuova stagione di crescita.
*Segretario Generale UGL

