Arriva all'ultimo giorno utile la pubblicazione del verbale dell'assemblea dei soci di Mps dello scorso 15 aprile, giorni in cui la lista Tortora ha clamorosamente battuto quella del cda uscente. Un colpo di scena, determinato dal voto del primo azionista Delfin e da Banco Bpm, che ha riportato in sella all'istituto di Rocca Salimbeni Luigi Lovaglio. Il resoconto dell'assise rivela alcuni dettagli del voto: la sorpresa maggiore arriva dalla Fondazione Enasarco - fino all'ultimo accreditata di un voto a favore della lista che candidava il manager Fabrizio Palermo. Enasarco, secondo le indiscrezioni delle settimane precedenti al voto, era stata indicata, così come le altre casse privatizzate socie della banca di Rocca Salimbeni, a sostegno della lista del cda, almeno fino alla vigilia del voto espresso dal veicolo finanziario di Enasarco, Miria Growth Fund (presente con l'1% circa del capitale). Voto a favore della lista Tortora anche da parte dell'imprenditore Giorgio Girondi, presente in assemblea tramite la GGG spa (2% del capitale). Il verbale certifica anche la partecipazione del gruppo Caltagirone: i tre rappresentanti della galassia di società dell'imprenditore romano azioniste della banca detenevano il 13,45 per cento del capitale. La maggior parte dei fondi ha seguito le indicazioni dei due grandi proxy advisor internazionali per il voto a favore della lista del cda ma alcuni grandi fondi come BlackRock, Norges Bank e Amber non hanno seguito i proxy decidendo in autonomia esprimendo il voto per la lista numero tre guidata da Cesare Bisoni, nuovo presidente della banca da tre settimane.
A favore della lista Tortora anche la Fondazione Cassa risparmio di Lucca con lo 0,23 per cento del capitale.

