Simonetto, addio in punta di piedi. Inventò l'immagine del Cavaliere

Scritto il 08/07/2026
da Valeria Braghieri

La scomparsa a 78 anni di "Mity". Costruì dietro le quinte il video della discesa in campo e l'estetica del berlusconismo

Silvio Berlusconi e l'estetica berlusconiana sono stati imprescindibili: l'apparenza che diventa potere, l'immagine che plasma il consenso. Il numero di volte in cui inclinare le labbra, la tonalità dell'abbronzatura, la fantasia della cravatta... Il codice visivo del Cavaliere non è mai stato il frutto del caso, ma il risultato di una costruzione meticolosa in cui estetica, linguaggio e comunicazione si fusero fino a diventare un marchio riconoscibile. Dietro al volto irrimediabilmente impeccabile, al blu delle giacche e al sorriso sempre in scena, c'era qualcuno e quel qualcuno era Matilde, "Mity" Simonetto. È morta lunedì a Milano all'età di 78 anni dopo aver inciso sulla comunicazione italiana molto più di quanto il suo nome lasci immaginare. Era una donna di retroscena, di camerini, di sale trucco, di prove luce, di set preparati all'alba, di fotografie selezionate e ritirate. Una di quelle persone che il pubblico non vede mai, ma senza le quali il pubblico avrebbe visto un'altra storia. Quando entrò in Fininvest, all'inizio degli anni Ottanta, "l'image consultant" non esisteva in Italia. Se la inventò. Prima nella televisione commerciale, poi accanto a Berlusconi, che intuì prestissimo quanto il linguaggio delle immagini sarebbe stato decisivo anche in politica.

Dal 1992 al 2010 Simonetto divenne la regista silenziosa della sua presenza pubblica: abiti, luci, scenografie, colori, inquadrature, fotografie, perfino gli oggetti da lasciare fintamente per caso sulla scrivania. Il suo capolavoro resta il video della "discesa in campo" del gennaio 1994. È uno dei filmati più studiati della comunicazione politica italiana. Berlusconi seduto dietro la grande scrivania, la libreria alle spalle, gli scatti della famiglia, i toni caldi, l'inquadratura rassicurante. Quella scena fu costruita pezzo per pezzo da Mity Simonetto. Fu lei a svuotare e riempire gli scaffali scegliendo perfino il colore delle coste dei libri. Rosso da una parte, giallo dall'altra, per l'equilibrio cromatico davanti alla telecamera. Fu lei a recuperare gli scatti con moglie e figli da sistemare alle spalle del futuro presidente del Consiglio. Addirittura dovette mandare qualcuno a comprare in fretta un paio di jeans per i bambini ritratti nelle fotografie: avevano solo pantaloni eleganti e serviva una famiglia normale, non in posa. Gli spot venivano girati alle sei del mattino, a Villa Macherio. Faceva freddissimo. Berlusconi arrivava in doppiopetto, sorridente, apparentemente immune alla temperatura. Intorno a lui la troupe era infagottata in sciarpe e cappelli di lana. Lei ricordava soprattutto il contrasto tra quel gelo reale e il calore che poi arrivava sullo schermo. Era la sua missione: far dimenticare allo spettatore tutta la fatica che c'era dietro. Molte delle storie nate intorno a lei sono diventate leggende. La più famosa è quella della calza di nylon stesa davanti all'obiettivo per cancellare le rughe del Cavaliere. Simonetto ha sempre sorriso davanti a quel racconto. "Una leggenda", diceva. Nessun collant. Solo filtri professionali e luci studiate. Le luci erano la sua ossessione. Conosceva la tv analogica come pochi. Sapeva quanto un riflesso potesse indurire un'espressione, trasmettere stanchezza. Era convinta che la comunicazione cominciasse prima delle parole. L'unico motivo di discussione con Berlusconi è sempre stata la cipria. Lei sosteneva che ne usasse troppa. Nemmeno la celebre bandana sfoggiata a Porto Cervo nell'estate del 2004 fu una sua idea. Era in vacanza quando vide le fotografie. "Mi prese un colpo", confessò anni dopo. Berlusconi aveva deciso da solo. Lei avrebbe scelto tutt'altro. Ha sempre chiamato Berlusconi "il Dottore". Lui continuò a darle del "lei", anche quando il rapporto era ormai consolidato. Era l'unica donna ammessa alle riunioni del venerdì ad Arcore.

Si occupava delle fotografie ufficiali, della scelta dei fotografi, della scenografia delle convention, dei rapporti con la stampa quando c'erano immagini da evitare. Dopo il 2010 lasciò quel mondo. Continuò però a parlare di Berlusconi con affetto. Alla sua morte, nel giugno 2023, scrisse: "Caro Dottore, la tristezza come l'amore è un sentimento che non si può descrivere. Io continuerò a curare la sua immagine per tutta la vita". Mity Simonetto è stata la donna che ha trasformato l'immagine in linguaggio e il linguaggio in potere. Lo ha sempre fatto dietro le quinte, convinta che il successo migliore fosse quello di cui nessuno si accorge. È rimasta invisibile ma ha reso indimenticabile lui.