La scomparsa di una persona cara porta prima di tutto dolore e senso di perdita, ma anche, purtroppo, molta burocrazia. La successione è uno dei passaggi più complessi e delicati, da affrontare con estrema cura. Quando parliamo di eredità si intendo anche quei gioielli e piccoli monili, accompagnati anche dal denaro rinvenuto all'interno dell'abitazione, appartenuti al defunto. Cosa farne? Si possono prendere come ricordo della persona scomparsa, oppure anche in questo caso c'è una procedura da seguire.
Anche questi beni, per quanto piccoli, possono ricevere l'attenzione dell'Agenzia delle entrate. Il tutto viene regolato da una normativa, che è l'art.9 comma 2 del Testo unico delle successione (D.Lgs. 346/1990). In sostanza, secondo questa legge, si presume che il defunto possedesse contanti e monili per un valore del 10% dell'asse ereditario netto al momento della morte. Dunque, per un patrimonio di circa 300mila euro, si presume esistano beni – tra monili e contanti – pari a circa 30mila euro.
A volte questo calcolo automatico del 10% porta a una tassazione superiore rispetto ai beni trovati nella casa della persona defunta. Nel caso la cifra venga dichiarata, anche se inferiore a quanto previsto, il Fisco applica comunque una percentuale fissa.
Cosa fare dunque?
Una mossa utile da fare potrebbe essere quella di redigere un inventario dei beni posseduti dal defunto e passati alla famiglia. L'autocertificazione non basta, gli eredi devono far firmare il documento da un notaio o da un cancelliere del tribunale. Ogni bene deve essere descritto dettagliatamente. Se, una volta calcolato il valore, i beni sono al di sotto del 10%, allora si paga la regolare imposta di successione basandosi sulla situazione reale.
C'è poi un'altra cosa da tenere in considerazione. Esiste infatti una franchigia di un milione di euro che riguarda ogni erede. Se la cifra (inclusa la quota del 10%) rientra al di sotto della franchigia, non è dovuta alcuna imposta di successione. Nel caso, invece, si superi il milione di euro, allora va pagata un'imposta del 4%.