Non si ferma la crociata animalista anti-ddl Caccia

Scritto il 08/07/2026
da Francesco Curridori

Brambilla (Noi Moderati): "Il testo va cambiato, è una questione di civiltà"

"Sono un parlamentare espressione della maggioranza che ha presentato questo disegno di legge, ma la battaglia per la tutela degli animali e dell'ambiente non si può ascrivere a una parte politica". Così, Michela Vittoria Brambilla (in foto), deputata di "Noi Moderati", nel corso della conferenza stampa che si è tenuta ieri alla Camera e a cui hanno partecipato anche varie associazioni animaliste, ribadendo la sua contrarietà al disegno di legge sulla caccia. "È una battaglia di civiltà", dice la deputata, secondo la quale "il testo così non va bene, va cambiato". Su questo Brambilla non ha alcun dubbio: "Succede di fare degli errori grossolani, l'importante è rimediare modificando, soprattutto se parliamo di caccia, che è un tema inviso alla maggioranza degli italiani". E specifica che tutti i sondaggi "dicono che l'80% degli italiani vogliono l'abolizione".

Ma non solo. Brambilla, snocciola anche i dati delle vittime della caccia: "L'ultimo bollettino della stagione venatoria si è chiuso con 11 morti e 32 feriti. Dal 2007 al 2021 sono morte 462 persone, anche semplici passanti. Per non parlare del numero degli animali uccisi". La deputata contesta anche il fatto che "i giorni di silenzio venatorio sparirebbero, perché basterebbe che un cacciatore dicesse che ha sparato perché ha visto l'animale ferito e questo rientrerebbe nel disegno di legge". Secondo Brambilla non regge nemmeno la giustificazione della tradizione che "non è un criterio scientifico" e i cacciatori non possono essere presentati come "bio regolatori". Inoltre, l'Ispra potrebbe perdere di potere, visto che "i suoi pareri non saranno più vincolanti". La deputata, poi, attacca: "Qui si aumentano le specie cacciabili e non si tolgono le specie che invece l'Europa considera in cattivo stato di conservazione come l'allodola e tante altre. Questi regali al mondo venatorio non si possono tollerare". Brambilla osserva che anche questo dl è in conflitto con molte norme europee e non dimentica nemmeno le battaglie che, da animalista convinta, ha condotto in tutta la sua carriera politica. "Ho fatto tanta fatica per cambiare l'articolo 9 della Costituzione e per introdurre la tutela della biodiversità, dell'ecosistema, dell'ambiente e degli animali", ha ricordato sottolineando che il testo sul dl Caccia confligge con questa norma, ma anche con l'articolo 117 che prevede che questa materia sia di competenza esclusiva dello Stato e non delle Regioni. "Non vi nascondo la mia difficoltà nel difendere le ragioni di chi non ha voce e la fatica che facciamo per salvare gli animali. Mi chiedo quale sia il senso di tutto questo", conclude la deputata Brambilla.