Prima il campo largo denuncia la commissione Vigilanza Rai perché bloccata da più di un anno. Poi quando si avvia il processo per farla ripartire la compagine progressista si trincera in modalità Aventino. Dalla Camera e dal Senato sono partite le lettere. I presidenti Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, hanno scritto a tutti i capigruppo chiedendo di indicare entro oggi i nomi scelti per ricomporre la commissione Vigilanza Rai, travolta la scorsa settimana dalle dimissioni di massa dei membri di opposizione e maggioranza.
Ma quest'oggi il campo largo non invierà alcuna lista. Tutti gli azionisti della compagine progressista hanno deciso di non fornire i nomi per varare la Vigilanza bis. È la strategia dell'Aventino firmata Elly Schlein e Giuseppe Conte, va da sé sottoscritta dal duo Bonelli&Fratoianni, e per una volta condivisa da Matteo Renzi, il socio di minoranza centrista che sulle questioni di viale Mazzini sembra essere sempre d'accordo. Sorride il renziano Enrico Borghi, senatore e vicepresidente di Italia viva: "Beh, non è solo questa volta. Diciamo che sono d'accordo loro con noi. Dopodiché c'è una pesante responsabilità in capo alla destra che non ha adeguato le normative italiane a quelle europee in materia di trasparenza e comunicazione pubblica. Cosa che ci ha messo in procedura di infrazione per l'evidente intento del governo e della maggioranza di mantenere il morso sulla Rai". Renziani come la Boschi (foto) che si troveranno al fianco delle truppe di Conte. "La maggioranza ha bloccato la vigilanza Rai per quasi due anni. Ora qualsiasi accelerazione sarebbe strumentale" attaccano i due capigruppo del M5S, Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini. E ancora: "Ovviamente non daremo alcun nome ma appare evidente la strategia della destra basata su quanto hanno fatto in commissione Covid, con l'obiettivo di occupare anche la vigilanza Rai a un anno dalle elezioni. Se lo facessero si assumerebbero una responsabilità enorme. Saremmo di fronte a un golpe parlamentare". L'idea è quella di bloccare tutto perché si è trattato di un golpe parlamentare. E dunque la strategia messa a terra dal campo largo sarà di questo tenore: impedire il funzionamento nelle prossime settimane e al contempo veicolare all'esterno il messaggio che il centrodestra ha occupato il servizio pubblico e ha trasformato la Rai in TeleMeloni. In questo quadro i presidenti di Camera e Senato, senza una risposta da parte delle minoranza, potrebbero procedere alla designazione d'ufficio dei membri mancanti. Come è già successo in passato con la commissione Covid. Ma non sarà sufficiente. Perché, come ha ammesso Bonelli di Avs, "ci dimetteremmo di nuovo". Una strategia che soddisfa Schlein e soddisfa anche gli altri attori del campo largo. Non a caso sempre Bonelli di AVS fa sapere in serata: "Noi abbiamo posto un tema e andremo fino in fondo". Insomma, Aventino forever. A maggior ragione nell'anno che precede il voto.