Sette bugie in un'unica frase. Sono quelle inanellate da Donald Trump ogni qual volta accusa Italia, Francia, Germania e Inghilterra di avergli voltato le spalle durante l'intervento in Iran.
1. L'eventuale appoggio della Nato agli Stati Uniti per l'intervento in Iran non è mai stato richiesto, né discusso in maniera ufficiale. In base alle regole dell'Alleanza Atlantica l'appoggio all'azione statunitense andava richiesto convocando il "Consiglio Nord Atlantico", supremo organo decisionale dell'Alleanza, e sottoponendo ai capi di stato dei Paesi membri le ragioni politiche dell'operazione. In caso di consenso si sarebbe dovuti arrivare a una pianificazione strategica dell'operazione e all'esecuzione dell'intervento secondo la disponibilità delle singole nazioni. Ma la Casa Bianca non ha mai sollecitato nulla di tutto ciò.
2. I soli e unici interlocutori di Donald Trump e dei suoi comandanti militari nella fase preparatoria dell'attacco sono stati il premier israeliano Benjamin Netanyahu, i suoi generali e i vertici del Mossad. La pianificazione dunque è avvenuta fuori dall'ambito Nato. Peraltro tenendo all'oscuro le nazioni alleate e scattando su sollecitazione israeliana.
3. Prima e durante l'operazione militare Donald Trump non ha mai chiarito gli scopi dell'intervento. Gli alleati ignoravano se l'obbiettivo principale fosse l'abbattimento del regime oppure la distruzione delle infrastrutture nucleari e del sistema missilistico. E soprattutto non sapevano se gli obiettivi comportavano interventi di terra o esclusivamente raid aerei. Tutte incognite che rendevano impossibile formulare un'offerta d'aiuto.
4. Mancando la convocazione del Consiglio Supremo del Nord Atlantico e qualsiasi altra discussione in ambito internazionale, come ad esempio in sede Onu, l'attacco all'Iran è avvenuto in maniera illegale dal punto di vista del diritto internazionale. Ed è peraltro scattato mentre erano in corso i colloqui di Ginevra con i negoziatori iraniani. Queste due condizioni e la sostanziale illegalità dell'intervento hanno reso impossibile l'appoggio degli alleati Nato.
5. Sulla gestione del blocco di Hormuz Donald Trump non si è mai consultato con i propri alleati. E questo nonostante la minaccia di una crisi energetica riguardasse soprattutto l'Europa. Anche le misure per evitare il blocco iraniano non sono mai state concertate con i paesi Nato che più ne soffrivano le conseguenze.
6. Gli Stati Uniti non hanno mai richiesto ufficialmente il sostegno per le operazioni di sminamento dello Stretto di Hormuz a cui hanno aderito su base volontaria Italia, Olanda, Francia, Gran Bretagna e Germania.
7. Anche sull'uso delle basi Nato in Europa gli Stati Uniti hanno mantenuto un atteggiamento ambiguo. Spesso ne hanno richiesto l'utilizzo per uso militare (più volte negato sul fronte italiano) pur sapendo che non ne avevano il diritto. In base ai trattati Sofa (Status of Forces Agreement) del 1952 qualsiasi uso delle basi per scopi militari richiede l'approvazione esplicita del governo ospitante, secondo procedure che nel caso italiano prevedono un'approvazione parlamentare.