La stangata green sui traghetti per la Sicilia: biglietti fino a 25 euro in più per la tassa Ue

Scritto il 08/07/2026
da Valentina Raffa

Lo studio: il sistema Ets costerà fino a 20 milioni l'anno. E scatta il paradosso: la sovrattassa toglie agli armatori i fondi per comprare navi ecologiche.

Fino a 20 milioni di euro l’anno di extra costo ETS sulle rotte della Sicilia. E il rischio è che a pagare siano i cittadini. Il costo del biglietto, infatti, potrebbe aumentare e ciò dipenderà dalle politiche interne delle compagnie, che andrebbero a decidere in maniera autonoma se e quanto recuperare da chi si mette in viaggio.

Uno studio commissionato dall’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale (AdSP), realizzato dalla società TIM10 con la supervisione scientifica di Giovanni Satta, associato di Economia e Gestione delle Imprese presso il Dipartimento di Economia e membro del Consiglio del CIELI, il Centro Italiano di Eccellenza sulla Logistica Trasporti e Infrastrutture dell’Università degli Studi di Genova, ha stimato l’impatto dei costi per le compagnie di navigazione e, di conseguenza, per chi viaggia, e ha messo in evidenza il costo dell'insularità, con ricadute sulla continuità territoriale, sull'accessibilità della Sicilia e delle isole minori e sulla competitività del trasporto marittimo, che registra già una concorrenza dai porti extra Ue.

Secondo questo studio, si è stimato che per la tratta Napoli-Palermo, in condizioni di nave piena e di Ets posta per intero a carico del passeggero, il costo del biglietto aumenterebbe di circa 5 euro, mentre se la nave fosse occupata al 25% aumenterebbe di 18 euro; per la Genova-Palermo piena aumenterebbe di 12.90 euro, e se fosse occupata al 50% aumenterebbe di 25,81 euro.

Non solo costi in più per i cittadini, ma anche il paradosso: lo studio evidenzia, infatti, che gli oneri dell'ETS sostenuti dalle compagnie di navigazione possono assorbire ogni anno fino all'11% del valore di una nuova nave a basse emissioni, a seconda della tratta, riducendo la capacità degli armatori di fare investimenti green nel rinnovo delle flotte, ostacolando di fatto la transizione energetica che l’Ue vuole invece favorire.

Per comprendere la dimensione dell’impatto economico che il sistema europeo di scambio delle quote di emissione può determinare sui collegamenti marittimi della Sicilia, lo studio del prof. Satta rileva che se non sarà rinnovata la deroga in vigore per le isole minori, si registrerebbero, all’anno, 19.943.576 euro in più per la rotta Genova-Palermo, 11.478.260 euro per la Napoli-Palermo e 1.257.628 euro per Porto Empedocle-Lampedusa.

La proposta di revisione della Direttiva europea è attesa il 17 luglio. La richiesta AdSP è quella di esentare dall'applicazione del sistema i collegamenti con le isole maggiori e prorogare fino al 2032 la deroga già prevista per quelli con le isole minori, evitando che la transizione ecologica si traduca in un ulteriore aggravio del costo dell'insularità. “L'attuale applicazione dell'ETS determina un aggravio dei costi rischiando di penalizzare i residenti e gli spostamenti legati al lavoro, allo studio e alla salute – ha detto Annalisa Tardino, presidente AdSP in conferenza stampa, cui era presente il dirigete dell’Area operativa Luciano Caddemi, e il prof. Satta in collegamento -. Allo stesso tempo sottrae risorse agli armatori, riducendo la loro capacità di investire in nuove navi e tecnologie a basse emissioni. Chiediamo che la revisione della Direttiva rappresenti un'occasione per introdurre correttivi concreti, estendendo alle isole maggiori il regime di deroga già previsto per quelle minori e prorogandone la validità almeno fino al 2032. Mettiamo questo studio a disposizione del governo e del ministro Matteo Salvini, e delle istituzioni europee, affinché possa offrire un contributo scientifico al processo decisionale e favorire un equilibrio più efficace tra sostenibilità ambientale, competitività del trasporto marittimo e tutela delle comunità insulari”.